A cura di Matteo Fochessati
La più incisiva e ricorrente icona dell’epoca capitalistica, fra Otto e Novecento, fu rappresentata dalle molteplici raffigurazioni della grande industria siderurgica e meccanica. Soppiantando le tradizionali effigi dei luoghi del lavoro, le immagini degli stabilimenti industriali, avvolti dal fumo delle ciminiere, e quelle delle masse di operai - impegnati in un intenso sforzo produttivo che contribuì all’ascesa di una nuova rampante classe imprenditoriale - trovarono in quest’epoca una loro specifica collocazione nel campo delle arti figurative attraverso un duplice registro linguistico: da un lato una descrizione pittorica del lavoro nelle fabbriche, concorrenziale per la sua impostazione realistica alla resa oggettiva della documentazione fotografica; dall’altro una tendenza espressiva volta a rielaborare in chiave allegorica la rappresentazione degli scenari industriali, grazie alla moderna trasposizione di modelli iconografici desunti dalla classicità.
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